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Arsenico nel riso, sono queste le marche più contaminate: allarme per i consumatori

Di recente è stato trovato dell’arsenico in diverse marche di riso. Allarme per i consumatori, ecco quelle a cui fare attenzione.

Il riso è di sicuro uno degli alimenti più consumati e diffusi al mondo, con la bella stagione è spesso la base per gustose insalate di riso. Priprio per questo motivo, l’ultima allerta alimentare che ha riguardato questo alimento ha generato non poco allarme tra i consumatori. In diverse marche è infatti stato trovato dell’arsenico.

Recenti test di laboratorio su diverse marche di riso Arborio hanno fatto aumentare le preoccupazioni sulla presenza di arsenico inorganico e altri contaminanti, come il cadmio e alcuni pesticidi. Sebbene la grande maggioranza del riso preso in esame contenesse valori rientranti nei limiti di legge, altri si avvicinano pericolosamente a questi limiti e potrebbero quindi essere una minaccia per la salute. Ma vediamo meglio di quali marche staimo parlando.

Marche di riso più contaminate da arsenico, fate attenzione

Va innanzitutto detto che l’arsenico inorganicco è classificato dall’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come un cancerogeno certo per l’uomo. Si tratta infatti di un contaminante che il riso assorbe facilmente dal suolo e dall’acqua durante la crescita, accumulandolo nei chicchi.

Il cadmio, invece, è un metallo pesante che può accumularsi nel corpo umano attraverso il consumo di alimenti contaminati. Viene assorbito dalla pianta attraverso i fertilizzanti e può avere effetti tossici nel lungo periodo (in particolare sui reni e sulle ossa).

Anche marche famose attenzionate – informativasindacale.it

Secondo l’indagine condotta su 12 marchi di riso Arborio, quelli risultati maggiomente contaminati da arsenico sono il Riso Carosio Lidl, che ha registrato un livello di arsenico inorganico pari a 0,171 mg/kg, superando il limite di 0,15 mg/kg; il Riso Vignola Bio che ha riportato un valore di cadmio pari a 0,157 mg/kg, un po’ superiore al limite di 0,15 mg/kg; il Riso Gallo, che super ala soglia limite del 5%; Curtiriso, che ha presentato un valore limite di grani danneggiare da calore, che potrebbe essere un indicatore di possibili contaminazioni fungine.

Alla luce di queste scoperte, è sempre meglio prendere precauzioni quando si intende consumare riso. Per prima cosa è bene lavarlo accuratamente sotto l’acqua corrente, poi è meglio cuocerlo in una pentola colma d’acqua, in un rapporto 6:1 (che pul aiutare a ridurre la presenza di arsenico ingerito).

Un ultimo consiglio è quello di preferire il riso integrale ma solo se biologico e controllato. Infatti pochi sanno che il semplice riso integrale tende ad accumulare più arsenico rispetto a quello bianco.

Published by
Ilaria Losapio