
Cosa fare se il datore di lavoro propone la rateizzazione del TFR? (informativasindacale.it)
TFR: ecco cosa fare se il datore di lavoro vuole rateizzarlo e quali sono i diritti del lavoratore. Non dimenticare mai questi passaggi.
Il Trattamento di Fine Rapporto, meglio conosciuto come TFR, è una somma che il lavoratore matura nel corso della sua carriera e che deve essere corrisposta al momento della cessazione del rapporto di lavoro.
Si tratta di un diritto fondamentale, una sorta di liquidazione che viene accantonata mese dopo mese e che spesso rappresenta un sostegno economico importante, soprattutto nei momenti di transizione tra un impiego e l’altro.
Come difendersi dalla rateizzazione del TFR
Non sempre il pagamento del TFR avviene in modo immediato e senza problemi. Infatti, sempre più spesso i lavoratori si trovano di fronte a datori di lavoro che propongono, o addirittura impongono, una rateizzazione dell’importo dovuto.
A questo punto è essenziale capire come comportarsi e quali sono le tutele previste dalla legge. Il primo aspetto da chiarire è che il TFR deve essere pagato per intero e in un’unica soluzione, salvo accordi diversi tra le parti. Se il datore di lavoro propone una rateizzazione, il lavoratore ha tutto il diritto di rifiutare e pretendere il pagamento immediato. Tuttavia, ci sono situazioni in cui accettare una rateizzazione può risultare più vantaggioso, soprattutto se l’azienda è in difficoltà economica e il rischio di non ricevere nulla è concreto. In questi casi, è sempre consigliabile mettere tutto per iscritto e stabilire un piano di pagamento chiaro, con scadenze precise e garanzie adeguate.

Se il datore di lavoro si rifiuta di pagare il TFR in tempi ragionevoli, il lavoratore può agire per vie legali. Il primo passo è inviare una lettera di diffida tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o tramite PEC, in cui si richiede il pagamento entro un termine preciso. Se questa richiesta non viene soddisfatta, si può procedere con un ricorso al giudice del lavoro. In alternativa, si può tentare una conciliazione sindacale, che spesso permette di trovare una soluzione senza arrivare in tribunale.
Un altro punto fondamentale da ricordare è che il TFR è garantito anche in caso di fallimento dell’azienda. In queste situazioni, il lavoratore può fare richiesta al Fondo di Garanzia dell’INPS, che interviene per coprire le somme non pagate dal datore di lavoro insolvente. Questo rappresenta una tutela importante, perché evita che il dipendente rimanga senza il proprio TFR a causa di problemi finanziari dell’azienda.
In conclusione, se un datore di lavoro propone di rateizzare il TFR, è importante valutare attentamente la situazione e conoscere i propri diritti. Pretendere il pagamento in un’unica soluzione è un diritto, ma se la rateizzazione diventa inevitabile, è sempre meglio stabilire un accordo scritto per evitare spiacevoli sorprese. In caso di mancato pagamento, è essenziale agire tempestivamente con gli strumenti legali a disposizione, senza mai lasciare che il tempo giochi a sfavore del lavoratore.