Pensioni, in arrivo nuovo adeguamento - informativasindacale.it
Arrivano grosse novità per quanto riguarda le pensioni. Sono infatti stati divulgati i nuovi requisiti INPS e gli italiani sono spaventati.
Il tema delle pensioni è da sempre (o, perlomeno, da molti anni) al centro del dibattito pubblico in Italia e non manca di sollevare preoccupazioni tra i contribuenti. L’invecchiare della popolazione e l’aumento dell’aspettativa di vita rendono sempre più complesso per l’INPS riucire a corrispondere le giuste pensioni a ognuno senza penalizzare eccessivamente i lavoratori.
Dal 2027 sembra saranno messi in atto diversi cambiamenti. L’età pensionabile subirà un nuovo incremento, con un adeguamento legato all’aumento della speranza di vita registrato dall’Istat. Si tratta di un cambiamento che avrà un impatto significativo su milioni di lavoratori, e naturalmente andrà a modificare le regole di accesso alla pensione di vecchiaia e a quella anticipata. Vediamo nel dettaglio cosa cambierà e quali sono le prospettive future.
Ma cosa cambierà esattamente dal 2027? Dopo otto anni senza variazioni (se ricorderete l’ultimo aumento risale al 2019 con un incremento di quasi cinque mesi) il sistema tornerà ad aggiornarsi, come previsto dalla riforma Fornero.
Secondo le prime stime, l’aumento dell’aspettativa di vita per le persone di 65 anni sarà compreso tra i 4 e i 5 mesi, ma a questo dato va sottratta la perdita accumulata durante la pandemia. Ecco perché il ritocco per l’età pensionabile sarà di 3 mesi. Dunque si passerà dai 67 anni previsti in passato ai 67 anni e 3 mesi.
Il requisito contributivo rimane a 20 anni, non soggetto ad adeguamenti. Per l’opzione contributiva l’età pensionabile aumenterà a 71 anni e 3 mesi. Per quanto riguarda la pensione anticipata, non essendo questa legata a un’età minima l’adeguamento riguarderà i contributi versati. Gli uomini potranno richiederla dopo 43 anni e 1 mese di contributi versati, mentre le donne 42 e 1 mese. Per i lavoratori preococi con Quota 41 il requisito salirà a 41 anni e 3 mesi di contributi.
Per chi ha accumulato almeno 3 volte il valore dell’assegno siciale l’età pensionabile passerà da 64 anni a 64 anni e 3 mesi. Restano invariati i 25 anni di contributi richiesti.
Non tutti, però risentiranno di questo aggiornamento che di certo non piacerà ai lavoratori. Quota 103, l’Ape sociale e Opzione Donna non saranno soggette all’adeguamento dell’aetà pensionabile anche se queste misure saranno comunque oggetto di revisione con le prossime Leggi di Bilancio.
Il Governo ha annunciato di voler bloccare l’adeguamento dell’età pensionabile, ma al momento non ci sono stai aggiornamenti concreti. Non resta che aspettare per vedere se verranno effettivamente apportate modifiche a sostegno dei lavoratori.